INTERNET

I ragazzi delle classi terze hanno approfondito la conoscenza del mondo Internet scoprendo "COS'E' & COME FUNZIONA", imparando a "FARE RICERCA" utilizzando il web e confrontandosi su tematiche a loro vicine.... "I PERICOLI DELLA RETE", "CYBERBULLISMO" e "DIPENDENZE DA INTERNET".

 

Materiale delle lezioni disponibile in Skoodle (Laboratorio Digitale)


SOCIAL NETWORK & SELFIE

Per circa 5 adolescenti su 10 è normale condividere tutto quello che fanno, comprese foto personali e private, sui social network e nelle chat. (dati Osservatorio Nazionale Adolescenza).

 

 Sono stati proposti ai ragazzi alcuni titoli di articoli pubblicati in merito all’argomento chiedendo loro di sceglierne uno e portare la loro esperienza e le loro riflessioni con lealtà, rispetto e massima libertà verso se stessi affinché potesse essere un momento veramente personale. CLICCA QUI

DIPENDIAMO TOTALMENTE DAL NOSTRO SMARTPHONE?

CLASSE 3B

Scegli un giorno della settimana e prova in quelle 24 ore a non utilizzare il telefono cellulare. Annota in un foglio diviso in due colonne da una parte i tuoi pensieri e dall'altra le tue azioni nella gestione della situazione.
Se non dovessi riuscire a "superare" le 24 ore, scrivi il tempo del tuo tentativo.

COSA È ACCADUTO?

 

....ALLA FINE DEL PERCORSO...

 

L’uomo della strada che calca i marciapiedi delle nostre città da una parte si stordisce con tablet, smartphone e Tv e dall’altra, alla fine della giornata, si guarda nello specchio di internet e si domanda insieme al suo connazionale Leopardi:

”ove tende questo vagar mio breve? Ed io chi sono?”.
E’ lo stesso uomo che il 4 ottobre 1957 (Riferimento al film October Sky) ha alzato gli occhi verso il cielo con timore, fiducia e speranza in un destino non più segnato fin dalla nascita ma con un sogno da inseguire e una passione nel cuore oppure è un altro che quello sguardo lo ha abbassato alla “scoperta” di mondi digitali del web e in quelli apparenti del piccolo schermo?


GIOVANNI PASSARIELLO

Dalla scoperta di Internet ad oggi la nostra vita ha avuto un veloce cambiamento. Oggi si parla di internet, di social network, di commercio online. Oramai la tecnologia è talmente entrata a far parte della nostra vita di tutti i giorni che non possiamo più fare a meno del cellulare o non siamo più in grado di guardare una cartina per trovare un indirizzo. Ma se

penso per un attimo a come era la vita prima della tecnologia e di come avremmo vissuto senza di essa, allora possiamo capire quali sono stati i vantaggi apportati dall’ uso della tecnologia e quali viceversa sono gli aspetti negativi.

Con queste invenzioni l’uomo ha migliorato le proprie condizioni di vita, ma sta approfittando del loro utilizzo tanto da usarle anche quando non servono. Gli strumenti tecnologici ci permettono di fare cose impensabili fino a qualche anno fa. Stando comodamente seduti a casa di fronte ad un pc, si può fare shopping, organizzare una vacanza, incontrarsi con gli

amici lontani tramite chat. Quando però si esagera in tutto questo diventa pericoloso.

Far parte di un Social Network ci convince di far parte di una comunità, ci fa credere di essere amici quando invece si tratta di una comunità “virtuale” in cui i rapporti molto spesso sono finti.

Oggi immaginare però una vita senza tecnologia sembra oramai impossibile, quindi per questo c’è bisogno di educare gli “utenti” ad un uso corretto e responsabile. Dobbiamo noi essere capaci di sapere come sfruttare la tecnologia per i nostri vantaggi e per un miglioramento della nostra vita e non farci invece sottomettere da essa.

Lo sguardo verso il cielo dell’uomo che guardava il lancio dello Sputnik avvenuto nel lontano 1957, era uno sguardo rivolto al futuro. Quando però lo Sputnik non fu più visibile ad occhio nudo, quell’uomo fu costretto ad abbassare lo sguardo e si accorse che il tempo era trascorso così velocemente da trovarsi in una società diversa, quella società che oggi

chiamiamo digitale.

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AGNESE DELLA PORTA

L’uomo moderno ha ancora nel cuore il desiderio di infinito, col quale ha sempre avuto paura di fare i conti, perché essendo infinito è impossibile colmarlo e quindi ti rimane sempre quel vuoto dentro che mai riuscirai a riempire e internet è come se ti desse l’illusione di riuscirci. Riempie gli spazi vuoti, ti rende tutto più semplice ti basta un clic e hai tutto il mondo davanti; hai tutto a tua disposizione. Ti sembra di avere in mano l’infinito e quindi ti da l’illusione di non averne più bisogno, non serve più uscire di casa per incontrare qualcuno o viaggiare per vedere posti nuovi; puoi stare in camera tua con il telefono e questo ti da la sensazione di non aver più bisogno di nient’altro per essere felice. È anche questo che spinge tanti ragazzi che non riescono a vivere la vita vera e a relazionarsi con le persone a chiudersi in camera e crearsi un mondo nuovo, in cui non hanno bisogno di mostrare il proprio corpo per parlare ed esprimersi; diventano superficiali, non si meravigliano, non si stupiscono più come quando da bambini guardavano le stelle e ne scoprivano sempre di nuove e non gli bastavano mai. Diventa tutto monotono e stabile perché gli sembra di avere tutto quello di cui hanno bisogno e smettono di cercare di più.

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RICCARDO RAVASI

Secondo  me l’uomo della strada è nella maggior parte dei casi tutte queste cose messe insieme. L’uomo da una parte è ormai dipendente da telefonini e tablet, per lavoro, per gestire il tempo libero, per organizzare le giornate della sua famiglia. A volte semplicemente per passare il tempo, per divertirsi o per confrontarsi con gli amici , altre perché non sa impegnare meglio il tempo.

Da un altro punto di vista però l’ uomo è spaventato da come tutto si muove velocemente, non vuole e non può rimanere indietro, rischia di sentirsi solo o di essere allontanato se non è in grado di gestire certi strumenti o se non può permetterseli.

Così c’è l’uomo che crede in sé stesso e vuole realizzare i suoi sogni, spera di raggiungere i suoi obbiettivi e decide di fidarsi del suo istinto senza che l’elettronica ne sia parte fondamentale e l’uomo che ha bisogno del mondo digitale per avere degli spunti e qualcosa in cui credere.

Io vorrei essere un uomo che prova a farcela da solo, che sa approfittare di tutto quanto gli hanno insegnato, che insegue i suoi sogni, con l’aiuto delle persone che ha vicino ed anche con il supporto dell’elettronica se dovesse servire ma mi auguro di non dover mai sentirmi cosi solo da avere bisogno di un dispositivo elettronico per credere di potercela fare.

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MATTEO DI ROSA

L’ uomo è in continuo cambiamento ed evoluzione rispetto al passato: oggi, infatti, è influenzato dallo sviluppo delle tecnologie e del mondo digitale.

Uno dei maggiori cambiamenti che ha trasformato e rivoluzionato la vita dell’ uomo è stata l’ informatica

che è diventata una componente fondamentale della vita quotidiana associata alla tecnologia.

Tuttavia, quest’ ultima ha aspetti sia positivi che negativi.

I lati positivi riguardano il fatto che Internet e i cellulari ti portano a conoscenza di tutto ciò che succede nel mondo e ti possono mettere in collegamento con amici o parenti lontani o che magari non si vedono da un po’ di tempo.

Gli aspetti negativi invece si ricollegano al fatto che la tecnologia ha la capacità di rendere le persone schiave se esse non sono in grado di controllarsi e di porre un freno al suo utilizzo. Ad esempio, io ritengo che dovrebbe essere la persona che prende il telefono e non il telefono che ‘’prende’’ la persona, nel senso che il cellulare dovrebbe essere solo uno strumento

per comunicare e non diventare una schiavitù.

A volte, navigare in Internet può aprire i varchi di nuove conoscenze, ma anche rivelarsi molto pericoloso soprattutto per noi ragazzi. Inoltre, stando troppo tempo davanti a uno schermo si rischia di vivere in un mondo finto, virtuale che ti fa

dimenticare la realtà.

In conclusione, penso che il telefono, Internet e il tablet non siano mezzi sbagliati, ma andrebbero usati con maggiore moderazione e molta consapevolezza perchè potrebbero diventare strumenti pericolosi e creare dipendenza. A mio avviso, l’ uomo moderno è colui che ha alzato lo sguardo verso il cielo alla ricerca di nuovi mondi e di nuove scoperte tecnologiche; tutto ciò però non deve deviarlo, ma essergli di stimolo per coltivare nuove passioni.

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MARIACHIARA IVALDI

L’uomo è sempre lo stesso, cambiano i tempi ma l’essere umano, dalla sua nascita alla sua morte, si pone e cerca di trovare risposta a queste due domande: “Chi sono io? Dove sto andando?” L’uomo di ieri come l’uomo di oggi e come l’uomo del futuro cammina, inciampa, si rialza, gioisce, piange, odia e ama; aprendosi agli altri quest’uomo scopre se stesso e trova il senso del proprio cammino.

Ognuno raggiunge questo traguardo con il suo tempo e vivendo il suo tempo, beneficiando della tecnologia, delle invenzioni ed in generale del progresso che ha a disposizione nel suo particolare periodo storico, affrontando le paure, le insidie, i problemi sociali della sua epoca.

L’estate scorsa ho avuto la fortuna di andare in vacanza nelle Marche e di conoscere il mondo Leopardiano visitando Recanati con il magnifico Palazzo Leopardi. Ho immaginato quest’uomo intento a guardare l’orizzonte dal Colle dell’Infinito e a scrivere poesie struggenti liberando mente e cuore.

Cosa aveva a disposizione Leopardi per realizzare i suoi capolavori? Alla sua epoca Leopardi disponeva di poco, solo una penna e un calamaio ma aveva la fantasia, aveva sete di sapere e amava la vita al di là di tutto, anche della sua precaria salute. Oggi l’uomo ha a disposizione ben altri strumenti (tablet, cellulare, televisione, radio ecc..), può con un semplice clic, collegarsi al mondo, essere visto da tantissime persone (anche da sconosciuti); attraverso i Social Network come Facebook e Twitter, può dialogare, confrontarsi con chi desidera.

L’uomo che utilizza oggi queste tecnologie avanzate, dentro è però lo stesso di un tempo. Infatti, come Leopardi e come l’uomo che il 4 ottobre del 1957 seguì il lancio dello Sputnik, anche l’uomo “moderno” spera nel futuro e si

pone ancora le medesime domanda sull’esistenza.

Diversamente da questi uomini esemplari, l’uomo contemporaneo ha progressivamente diminuito la sua voglia di sapere, di fantasticare e il gusto della scoperta. Pretende tutto e subito, non riesce più ad aspettare. Così, le piccole ma grandi emozioni che la vita ogni giorno regala, gli sfuggono sotto il naso. Per quest’uomo annoiato, sempre di corsa ma mentalmente pigro, alla fine della sua frenetica giornata, è più comodo restare seduto davanti ad un computer o attaccato al cellulare guardandosi in uno schermo che non rispecchia la sua vera immagine; restare fermo senza assumersi responsabilità, senza prendere decisioni è l’unica scelta che riesce a fare.

Purtroppo troppo spesso anche noi ragazzi non affrontiamo la vita con quella passione, quella grinta e anche quell’ ingenuità che servono per crescere, restiamo fermi in perenne attesa che qualcosa ci stimoli, ci emozioni. Se siamo diventati così, non è solo colpa nostra. Forse, un esame di coscienza dovrebbero farselo anche gli adulti quando non ci rimproverano se stiamo ore e ore incollati al computer o restiamo connessi al cellulare anche quando andiamo a dormire. I genitori dovrebbero riflettere quando a cena invece di dialogare con i figli sono i primi a guardare solo il telefonino

o quando guidando mettono a rischio la loro stessa vita e quella dei figli per rispondere al cellulare o infine quando si vantano davanti agli amici perché il loro bimbo di 5 anni sa già rispondere al telefono e mandare sms però non si preoccupano minimamente se non riesce a fare una costruzione, un puzzle, non socializza con i coetanei....

Questo nuovo comportamento che è ormai una malattia globale frutto dell’uso sbagliato della tecnologia genera solitudine e isolamento anche all’ interno della famiglia di oggi. Così troppo spesso, a causa della fretta, della mancanza di osservazione e di comunicazione all’ interno dell’ambito familiare, le difficoltà, le paure che gli adolescenti hanno nella crescita, non emergono; i segnali che lanciano agli adulti molte volte non vengono colti neppure dai genitori.

Alcuni adolescenti diventano fragili e attaccabili da chiunque (vengono presi in giro, umiliati a parole, picchiati dai coetanei), diventano lo zimbello della Rete perché ricevono insulti sui Social Network anche da persone che non hanno mai frequentato.

Credo che la tecnologia debba essere considerata una risorsa e sfruttata da tutti (grandi e piccoli) per migliorare la vita non per distruggerla.

Gli adolescenti in particolare devono avere il coraggio di chiedere agli adulti di parlare con loro, di aiutarli ad affrontare la vita.

I grandi devono ascoltare e osservare meglio i loro ragazzi, chiedere loro una volta in più se stanno bene, se qualcosa li turba, anche perché potrebbero sempre avere bisogno di loro quando invecchieranno.

Credo sia questo il modo, per qualsiasi giovane di qualsiasi epoca, per ncostruire il proprio destino e diventare un uomo.

Credo che, camminare con timore, fiducia e speranza per trovare il nostro posto e consegnare a chi verrà dopo di noi un mondo migliore, sia l’unico modo e l’unico motivo per cui, in qualsiasi epoca, valga la pena vivere.

A Recanati Leopardi, dalla finestra del suo studio, ammirava Teresa (alla quale dedicò la famosa poesia “A Silvia”). Oggi dietro quella finestra c’è questa scritta “Quando l’uomo concepisce amore tutto il mondo si dilegua dagli occhi suoi, non si vede più se non l’oggetto amato”.

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GAMBA MIRIAM

Nei tempi moderni il destino di ognuno di noi è condizionato dalla tecnologia, ma alla fine, come l’uomo antico, ognuno di noi si domanda dove stiamo andando e quale ruolo abbiamo.

Tutto ebbe inizio nel 1957: con il lancio dello SputniK il Dipartimento della difesa USA aveva affidato agli scienziati dell’ARPA la ricerca sulla tecnologia avanzata. Da quel momento in poi la tecnologia si è sviluppata sempre di più con la realizzazione di TV, computer, cellulari, tablet, e ha cambiato il mondo.

Anche internet è stato un’importante evoluzione consentendo la comunicazione in luoghi e tempi diversi in tutto il mondo, ma si è sviluppato a tal punto che sembra ormai quasi fuori controllo, pieno di insidie e pericoli con ad esempio, la formazione di siti che prendono di mira ragazzi più deboli manipolandoli, sfruttandoli e isolandoli. Esistono siti che istigano al suicidio, altri che portano all’anoressia o alla bulimia in cui vengono consigliate tecniche per contrastare la fame oppure vengono proposte come corrette diete alimentari disfunzionali. Si è sviluppata la pedopornografia online anche se è un reato pubblicare immagini o video di quel tipo; il grooming che consiste nel manipolare bambini e adolescenti per stringere relazioni intime o sessuali.  Nelle scuole però per fortuna viene spiegato agli adolescenti come difendersi da questi pericoli e viene detto che quando qualcuno si trova ad affrontare un problema legato ad internet, la soluzione migliore è sempre quella di rivolgersi ad un adulto.

I ragazzi di oggi usano molto i social network ovvero quei servizi di comunicazione che permettono di chattare con persone di tutto il mondo e di postare foto e selfie. La possibilità di farsi dei selfie però ha portato alla nascita di nuove mode come quella dei “selfie pericolosi” dove ti fai un selfie mentre stai correndo qualche rischio: per esempio un selfie con il treno che sta correndo sui binari dietro di te. Più alto è il rischio più LIKE di gradimento si ricevono.

Un altro pericolo comune dei social network è il cyberbullismo, una forma di bullismo che avviene attraverso chat, prendendo di mira soprattutto adolescenti che vengono portati all’isolamento.

Poiché internet consente di immergersi in una realtà virtuale si è creato un fenomeno che per talune persone porta all’isolamento e a non sentire più il bisogno di uscire dalla propria stanza; si tratta del fenomeno degli HIKIKOMORI, adolescenti che scelgono di abbandonare gli studi dedicandosi interamente a videogame o ai social, isolandosi così dal resto del mondo ed anche dalla propria famiglia. Per fortuna oggi esistono siti per risolvere questo problema e aiutare i ragazzi coinvolti a ritornare a relazionarsi, ma la migliore cura sono le relazioni umane faccia a faccia.

Alcuni ragazzi sentono il bisogno di trascorrere del tempo online ma una volta entrati in rete non riescono più ad uscire e diventano dipendenti. La dipendenza crea dei disturbi nel carattere, tanto che alcuni ragazzi diventano aggressivi se restano senza internet, altri perdono interesse per qualsiasi altra cosa, oppure invertono le ore di sonno con quelle di veglia per avere più tempo da dedicare alla navigazione in internet.

Il lancio dello Sputnik quindi ha aperto l’uomo a nuove opportunità, ma non sempre l’uomo è capace di usarle per il bene comune e a volte si lascia addirittura intrappolare in un mondo virtuale che lo condiziona e lo fa ammalare. Questo succede soprattutto ai giovani che invece dovrebbero inseguire i loro sogni e le loro passioni reali.

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MARIACHIARA ZANIBONI

A mio parere si tratta esattamente dello stesso uomo, semplicemente con più mondi digitali a disposizione, più informatizzato, ma sempre lo stesso. Penso che non ci sia neanche bisogno di dirlo, si tratta semplicemente di evoluzione.

Non ci trovo nulla di male; al contrario, penso che l’uomo abbia la splendida qualità di voler sempre imparare ed apprendere qualcosa di nuovo, questo desiderio non svanirà.

Non posso parlare in generale, ma personalmente penso che, nonostante passi molto tempo al telefono, io non sia stata “sedata” dai social ovvero riesco a percepire e cercare di apprezzare ogni piccolo gesto e attimo che mi viene donato; l’importanza di un abbraccio, di uno sguardo o di una semplice parola non sono cose che la tecnologia ci potrà togliere.

Nonostante ciò, grazie al percorso che abbiamo fatto, penso sempre più spesso alle conseguenze disastrose che possono avere le nostre azioni, il grande dolore che possono generare. Bisogna cercare il più possibile di donare gentilezza e amore e imparare a stupirsi di fronte alle persone che ce le donano.

Per me lo stupore fa tanto, si è arrivati a un punto in cui, di fronte all’enormità dei social, si dà tutto per scontato.

Proprio per questa ragione ho deciso di disinstallare Instagram per un po’.

Per riuscire ad aprire gli occhi, per capire che non tutto deve essere condiviso.

Bisogna godersi ogni attimo, che sia lo Sputnik che passa attraverso il cielo o che sia un sorriso che ti regala uno sconosciuto. 

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GAIA PALETTI

UNA MEDAGLIA CON DUE FACCE

Internet in molti, moltissimi aspetti fa male alle persone. Esso viene sfruttato da persone che vogliono solo causare del dolore ai loro coetanei. La gente lo usa per il cyberbullismo, per rinchiudersi in se stessi o per diventare persone che non sono realmente e a volte ti fa rimpiangere del tuo aspetto. Internet riesce a farti sentire sola ma allo stesso tempo felice, riesce ad intrappolarti in un mondo virtuale pieno di falsità e incertezze, ti rende dipendente da esso. Internet ci ha reso ancora più insicuri e timidi perchè oramai abbiamo la paura che se postiamo una foto o un commento che non piace agli altri finiremo giudicati perennemente... basta solo un errore e gli altri saranno lì sempre pronti a dire “ma sei anoressica?! no perchè sei troppo magra” oppure “ma come ti vesti? non hai mica l’età per vestirti o truccarti in quel modo!” e questi sono due dei commenti meno brutti che riceve la gente. Secondo me i cyberbulli che mandano queste critiche non si rendono nemmeno conto del male che fanno alle persone che li ricevono, non si rendono conto di quanto siano forti le persone che dopo tutti quegli insulti sono ancora in piedi e sorridenti ma purtroppo non tutti sono così forti, c’è anche gente che per un po’ resiste ma poi dubita di se stessa e potrebbe pensare che tutte quelle cose che hanno scritto siano vere e quindi inizia a guardarsi allo specchio e a sentirsi uno schifo e pensa a cose orrende come “perchè esisto se nessuno mi vuole bene, se nessuno tiene realmente a me?” “perchè devo vivere se tutti non mi accettano come sono veramente?” “perchè sono diversa” “chi sono io realmente? davvero la gente mi vede così?” Quindi dopo aver riflettuto giorni e notti su queste cose decide di farla finita perchè credeva di non poter essere abbastanza per questo mondo, perchè non si credeva "all’ altezza"! È questo che fa internet, ti fa sentire una formica che può essere schiacciata da tutti e tu a un certo punto ti fai schiacciare. Per colpa di internet molti di noi hanno perso una parte di loro stessi, li ha resi più fragili e sempre collegati a un oggetto elettronico e ci siamo smarriti in essi. Secondo me internet ci avrà pure creato dei problemi ma grazie a lui riusciamo a scoprire cose nuove ogni giorno, internet ci apre un mondo pieno di informazioni di ogni genere. Infatti, se prima ad esempio dovevamo fare una ricerca usavamo le enciclopedie che richiedevano impegno per trovare il giusto argomento e sintetizzarlo, adesso invece basta fare un click e abbiamo davanti a noi siti di ogni tipo con informazioni di ogni tipo. Internet ci da una mano a capire cosa non hai capito a scuola o ti aiuta con gli studi. Grazie a questa invenzione possiamo nutrire la nostra curiosità in 5 secondi e quando ci interessiamo a qualcosa possiamo sapere subito di cosa si tratta nello specifico. Internet ci semplifica la nostra vita quotidiana perchè oltre ad aiutarci a fare più velocemente le ricerche possiamo mantenere i contatti con delle persone care nonostante la distanza.

Con tutto questo voglio dire che internet è come una medaglia, ha 2 facce ovvero una con le cose positive e una con le cose negative e dipende sempre da te e da come usi internet che puoi decidere che faccia della medaglia ottenere.

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NICOLA TAINO

Per me quello di Homer (Film October Sky) è uno sguardo diverso da quello di molti giovani oggi perché per lui è stata una cosa straordinaria vedere un oggetto costruito dall’ uomo nello spazio, mentre adesso che i satelliti, i razzi e le sonde sono quasi una normalità non ci preoccupiamo di guardarli e pensare “come abbiamo fatto ad arrivare a questo punto?”

Adesso non ci stupiamo più per cose come lo Sputnik a causa delle altre tecnologie che ci distraggono, come il telefono, il computer e simili, inoltre abbiamo quasi perso l’abilità di essere entusiasti per qualunque cosa e questo è ciò che ci rende diversi dalle persone degli anni ’50,’60,’70...

Siamo abituati a sentire notizie di rapimenti e uccisioni al telegiornale, e anche per questo stiamo diventando apatici e senza emozioni.

Le persone della scorsa generazione erano più intraprendenti perché non avevano tutte le comodità di oggi, quindi se volevano parlare con gli amici dovevano per forza uscire di casa per incontrarli, non mandare un messaggio e aspettare la risposta.

Alcuni di noi, invece, hanno delle vere e proprie crisi di astinenza dal telefono e ci sono altri che si rinchiudono in casa per passare più tempo con gli oggetti elettronici e non incontrare delle persone vere.

L’avanzamento della tecnologia è una cosa buona se usata con coscienza, perché grazie ad essa stiamo trovando molti più rimedi per le malattie rispetto a quando non c’era il microscopio elettronico, per esempio; tuttavia, abbiamo anche assistito alla nascita di gruppi pro-suicidio come la Blue Whale, ma anche del cyberbullismo, nei peggiori casi con gli stessi

effetti del gruppo che ho citato in precedenza.

Per questo dobbiamo stare attenti a non abusarne e a non renderci dipendenti dai social network, altrimenti, se il numero degli internet-dipendenti aumenta, a un certo punto non riusciremo più ad anteporre noi stessi alla tecnologia.

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TOMMASO BURATO

L’uomo della strada che…

 

L’uomo, negli ultimi decenni, ha aumentato la consapevolezza di quante cose succedono nel mondo e questo grazie anche allo sviluppo di nuovi mezzi di comunicazione. La capacità di trasferire informazioni è diventata estremamente elevata grazie soprattutto alla portabilità di molti di questi strumenti.

È così che, mentre alcuni anni fa la comunicazione passava attraverso dei mezzi in qualche modo “fissi”, come i giornali, il telefono o la televisione, oggi le informazioni si possono letteralmente acquisire in maniera continua, avendo a disposizione dei sistemi portatili.

Non sempre però ci si dimostra preparati ad utilizzare con equilibrio le nuove possibilità che si hanno a disposizione: ad esempio mi è capitato di sentire che alcune persone, giocando, hanno vinto molti soldi ma poi in poco tempo si sono ritrovati più poveri di prima, perché non hanno saputo gestire un’improvvisa ricchezza, a cui non erano abituati.

Allo stesso modo, penso che i nuovi mezzi di comunicazione siano una grande opportunità che però bisogna imparare a gestire, per evitare che diventino il centro della nostra attenzione. Se infatti l’utilizzo di questi strumenti diventa eccessivo, la nostra interazione con essi rischia di diventare da attiva a passiva e invece che utilizzarli per riempire alcune nostre lacune, arrivano a calamitare la nostra attenzione, fino a riempire letteralmente il nostro tempo e le nostre giornate.

Invece, se impariamo ad utilizzarli con un giusto equilibrio, potrebbero davvero aiutarci a sviluppare delle idee, invece che sostituirle, e a realizzare i nostri progetti, invece che farci solo vedere quelli degli altri.

Quando l’uomo ha conquistato lo spazio è riuscito a pensare a qualcosa di nuovo e per molti aspetti più grande di lui, ma lo ha fatto utilizzando e sviluppando tecnologie che gli hanno consentito di realizzare questo grande sogno.

Oggi non è la tecnologia che ci manca, ma forse dovremmo coltivare di più i nostri progetti ed i nostri sogni, trovando dei momenti per fermarci e pensare a chi siamo e a cosa vogliamo fare, cercando di utilizzare la tecnologia per realizzarli e non per sostituirli con quelli di altre persone.

L’uomo non ha smesso di progettare e di sognare, ma deve imparare a farlo con i nuovi strumenti che lui stesso ha saputo creare; se ci pensiamo bene, questi strumenti sono già il frutto di un grande sogno, ciò quello di creare la possibilità di comunicazione tra tutte le persone nel mondo, per conoscersi, sentirsi e confrontarsi. Si tratta ora di capire come utilizzare queste nuove possibilità per aiutarci a crescere senza che diventino il centro unico delle nostre attenzioni.

 

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MATTEO PAPI

La tecnologia è una scienza che studia nuovi oggetti per renderci felici. L’uomo che nel 1957 ha visto lo Sputnik si è meravigliato guardando un pezzo di latta volare nel cielo, adesso noi ricordiamo le grandi imprese del passato ma noi cosa stiamo facendo nel presente oltre che chattare postare foto e stare attaccati al cellulare?

Ormai le persone non si sorprendono più e non hanno voglia di scoprire perché basta una ricerca e trovi tutto ma le emozioni si vivono fuori dallo schermo non dentro e per essere famosi o popolari basta essere se stessi.

Ma nessuno pensa ad essere se stesso ma pensa a piacere agli altri.

Sul web non trovi vere amicizie ma solo persone a cui piaci solo per le cose "belle" di te ma non conoscono i tuoi difetti.

Internet è utile per la vita quotidiana ma questa utilità usata troppo può diventare inutile.

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BENEDETTA SCARAVAGGI

Dopo il lancio dello Sputnik nel 1957, l’uomo ha avuto parecchi sviluppi tecnologici e scientifici.

Sono stati tutti un aiuto per l’umanità per creare nuove invenzioni, fino al giorno d’oggi.

Oggi la tecnologia ha risolto problemi come la misura del tempo o l'orientamento, e la scienza ha spiegato fenomeni un tempo misteriosi o terrificanti come eclissi, comete...

Oggi satelliti e sonde, telescopi spaziali e terrestri sempre più potenti ci offrono immagini di oggetti lontanissimi, anche attraverso oggetti tecnologici. Per questo abbiamo perso l'abitudine a guardare il cielo, anche se qualcuno ancora ne subisce il fascino.

In questo momento noi abbiamo la testa verso il basso, sul cellulare, è per ciò che non siamo più li stessi: non guardiamo più il cielo, non alziamo più la testa verso l’alto, chiedendoci quale sarà la prossima scoperta nello spazio. È la necessità di tutti noi, il bisogno di alzare lo sguardo a cercare le stelle, ed è questa ricerca che ci tiene dritti in

piedi, in vita.

Secondo me, l’uomo ha abbassato lo sguardo non solo per tutte le tecnologie ma anche perché ha rinunciato a scoprire e lottare per nuovi obbiettivi. Appena trova l’ostacolo non ci combatte sopra ma trova una soluzione, che poi lo deluderà.

Parte di tutti noi è così, ma dall’ altra ci sarà sicuramente chi lavora, prega e spera perché il mondo sia un posto migliore, e che le persone abbino il coraggio e la voglia di alzare lo sguardo, osservando il magnifico posto che ci circonda.

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AZZURRA MARENGHI

Io credo che attualmente al mondo ci siano più persone che non affrontano la realtà, che hanno paura, timore e disagio ad affrontarla. Si stanno limitando a credere a quello visto dietro ad un schermo invece c’è molto di più nella vita vera, ci sono sentimenti, emozioni, persone, cose, luoghi che ti possono rendere felice, che ti possono far capire perché esiste la vita, perché noi siamo nati in questo "bellissimo disastro". Siamo tutti diversi ma proviamo le stesse cose e io mi chiedo perché delle persone devono soffrire e non altre?

La vita è fatta di ingiustizie, problemi, ostacoli ma è questo il bello, imparare ad affrontarla e non chiudersi dentro di sé o dentro ad una stanza per anni guardando computer telefoni ecc, perchè la vita è una sola e la libertà  la si può conquistare anche con piccole cose. La libertà è il poter non essere giudicati e anche solo un secondo, un attimo, un momento di libertà può rendervi liberi per sempre. Ci sono persone che postano foto dietro ad uno schermo per sentirsi liberi, ma la libertà te la può dare anche un semplice amico, ma te la devi conquistare. Non mollare mai! È questo il mio motto. Tante persone mi hanno abbattuto e io sono inciampata ma mi sono rialzata più forte di prima e mi sono resa conto che ci sono persone cattive in tutto il mondo che ci insultano, ci giudicano, ci pugnalano alle spalle ma la vita è fatta così! Se tutto fosse facile in fondo nulla sarebbe interessante. Io stimo le persone che si rialzano dopo una caduta e incito le persone che si devono ancora rialzare perché la sensazione di libertà quando avrai raggiunto il tuo obiettivo sarà l’emozione più bella mai provata. Io ho sempre la speranza dentro il mio cuore, ho sempre il desiderio che questo mondo cambi perché le persone che ho conosciuto hanno sempre raggiunto il loro sogno e in un certo senso hanno anche loro lasciato qualcosa di grande e infinito nel nostro piccolo mondo, incasinato, ma stupendo.

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ANDREA BIAZZI

L’uomo è sempre stato un grande esploratore pieno di curiosità ma purtroppo adesso preferisce curiosare nel vasto mondo di internet che offre una quantità di enormi informazioni ma ci fa togliere lo sguardo dal mondo reale. Un mondo che si sta pian piano sgretolando sotto i nostri occhi e noi ce ne stiamo fermi a guardare il nostro cellulare.

Io da grande desidero fare fortemente il musicista e io da grande sarò quell’ uomo che non guarderà né in alto né in basso; io guarderò a metà per leggere meglio lo spartito..  In realtà io sono semplicemente quello che tuttora guarda in alto e spera, perché da grande non potrò più farlo dato che avrò già raggiunto il massimo e più in alto non potrò più andare perché altrimenti arriverei al sole e io sinceramente l’astronauta non lo voglio fare! Quello che vi voglio dire è di puntare sempre in alto con qualsiasi cosa voi vogliate fare.

Andrea Biazzi

(il ragazzo che punta sempre in alto).

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ALICE CALANCA

Siamo diventati un po’ entrambi gli uomini. Siamo ancora l’uomo che si stupisce di qualcosa e ha speranza nel cuore ma allo stesso tempo siamo diventati degli esploratori del telefono che puo’ essere da un lato positivo ma anche un po’ negativo. Noi siamo e saremo sempre liberi di decidere chi diventare, chi essere e nessuno ce lo impedisce. Siamo ancora quelle persone con il cuore pieno anche se non ce ne accorgiamo. L’uomo trova sempre una soluzione a tutto in qualsiasi modo possibile, specialmente se è qualcosa o qualcuno a cui tiene; siamo sempre gli stessi nonostante la generazione sta cambiando e pure il futuro... ci dobbiamo fidare di noi stessi.

 

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